Il cristianesimo: una fede sovversiva

XX Domenica del T.O. Anno C

Oggi il messaggio che le tre letture ci presentano è di quelli che fanno sobbalzare sulla sedia perché non possono lasciare indifferenti l’ascoltatore. “Io sono venuto a portare il fuoco sulla terra..”(Lc.12,49).

Siamo stati abituati a pensare al messaggio di Gesù come un messaggio di pace e di amore universale, come una sorta di carta magna del pacifismo di ogni epoca. Invece non è così.

Il cristianesimo a cui siamo abituati, che lascia tutto nella quiete, che non disturba, non inquieta, che attraversa la storia senza provocare reazioni, senza creare divisioni, non è il cristianesimo voluto da Cristo, ma una religione accomodante creata dagli uomini per servire i loro scopi e i loro interessi, quindi falsa, o come la chiamava Marx “oppio”.

Gesù nella pagina evangelica di questa domenica ci mostra un lato rivoluzionario senza paragoni. Egli è venuto a portare il fuoco sulla terra, non un pacifismo ammorbante e soporifero.  Il messaggio che Luca oggi ci trasmette, è un messaggio duro che non lascia alternative, non consente interpretazioni di sorta.

Il cristiano deve ribellarsi verso chiunque ostacola l’adempimento della propria vocazione, della sua sequela di Cristo, autorità, poteri umani, e persino i propri familiari, ribellarsi a qualsiasi ingiustizia e sopraffazione della propria libertà e dei propri diritti. Il cristiano, quando deve difendere la propria libertà di seguire Cristo, non deve avere paura di entrare in conflitto non solo coi propri familiari, ma anche con le strutture e le autorità civili e politiche, la lotta contro di essi è necessaria quando ci si trova schierati dalla parte di Cristo e del Vangelo. Non possiamo restare neutrali davanti a chi ostacola la verità, la giustizia, il bene. Anche a costo di subire persecuzioni, offese, emarginazioni.

Quello che Simeone disse su Gesù al tempio deve realizzarsi per ogni cristiano: essere segno di contraddizione per tutti, il mondo, la storia. Solo così serviremo Cristo e la verità ci farà liberi. La pace che Gesù ha portato è il frutto di una costante lotta contro il male, la pace è sempre ottenuta a caro prezzo.

Lo scontro che Gesù ci chiama a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma soprattutto contro il nemico di Dio e dell’uomo, satana.

Ogni struttura che serve il male allora è nemica del cristianesimo e quindi dell’uomo. Schierarsi dalla parte del Vangelo significa per i cristiani prepararsi ad affrontare incomprensioni, persecuzioni, essere disposti a diventare, loro malgrado, segno di divisione tra le persone e dentro le loro stesse famiglie.

Nella prima lettura il profeta Geremia ci insegna che restare fedeli a Dio porta ad incontrare avversioni, fino ad essere consegnati nelle mani degli uomini.

Ecco a cui va incontro il discepolo di Cristo: essere consegnato nelle mani di altri i quali disporranno a loro piacimento del suo destino. Così come è avvenuto per Gesù.

Il fuoco che è venuto a portare Gesù è il fuoco dello Spirito Santo che rivela la verità. La Chiesa è custode dello Spirito che è datore di vita, di gioia, di santità. La Chiesa deve essere testimone di questo amore in ogni tempo, perché gli uomini hanno sempre bisogno di attingere a questo fuoco per purificare i cuori, per trasformare le coscienze, per annunciare la pace agli uomini amati dal Signore.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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