Le parabole della misericordia

XXIV Domenica del T.O. Anno C

L’evangelista Luca ha raccolto in questo capitolo tre parabole sulla misericordia, Gesù le aveva raccontate perché i farisei e gli scribi parlavano male di lui, non approvavano il suo comportamento nel farsi avvicinare dai peccatori e il fatto che mangiava con loro. Queste parabole ci offrono un esempio concreto di come dobbiamo comportarci se vogliamo essere seguaci di Gesù. Queste tre parabole vogliono rispondere a tre domande circa l’agire di Dio riguardo ai peccatori.

1.Come si comporta Dio con gli uomini divenuti colpevoli di fronte a lui?

2.In quanto peccatori, che cosa possiamo attenderci da lui?

3.Per poterci rivolgere di nuovo a lui, dobbiamo aver prima riparato tutto ed essere divenuti pienamente giusti?

I pubblicani pensano che se Gesù vuole veramente annunciare la volontà di Dio, deve tenersi a distanza da queste persone (peccatori, prostitute, mafiosi ecc..). Tuttavia alla base di questa diversa opinione sulla relazione con i peccatori, c’è una diversa idea di Dio. Gesù afferma che tra Dio e il peccatore rimane sempre un legame d’amore e di misericordia che il peccato non spezza. Dio rifiuta il peccato, ma il peccatore può sempre tornare da lui, in ogni tempo poiché l’amore di Dio per lui non cessa mai. Le prime due parabole di questo capitolo evangelico spiegano bene le situazioni di vita ordinaria nelle quali spesso ci imbattiamo. La pecora perduta e la moneta smarrita ci dicono che quando una cosa a cui si tiene molto, viene perduta, non cessa per questo ogni relazione e legame con essa. Sia per il pastore (pecora) che per la donna (moneta), la cosa perduta non diventa per questo priva di valore, lo dimostra lo sforzo nel cercarla e la gioia nell’averla trovata. L’interesse e il legame affettivo si sono mantenuti vivi nonostante la perdita e si sono ridestati per mezzo di questa perdita. Il fatto che i peccatori si allontanano da Dio, non significa che perdono valore ai suoi occhi. Al contrario, il Signore è sempre in cerca del peccatore e lo aspetta sull’uscio di casa per accoglierlo nell’abbraccio della sua infinita misericordia.

Sac. Antonio Concetto Cannizzaro

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